Non tutti i mari si navigano. Alcuni si leggono. Questi sono i libri che per noi sanno di sale, di sole, e di quelle estati che non passano mai davvero.
C’è una strana specie di lettori, che ci piace chiamare “lettori stagionali”. Sono quelli che, istintivamente, abbinano le loro letture alle suggestioni di una data stagione. Quelli che in spiaggia non leggerebbero mai Il sergente nella neve di Rigoni Stern, per intenderci. E che in uno chalet di montagna, durante una vacanza invernale, sceglierebbero senz’altro atmosfere “boreali” piuttosto che Isole nella corrente di Ernest Hemingway. Leggere per meglio intonarsi a un luogo, a un clima, a un colore dominante.

Per questi lettori – soprattutto per loro – un libro tra le mani è un amplificatore della realtà. Un gradiente di senso e verità, simile al procedimento chimico di una volta che utilizzava il bromuro d’argento per meglio fissare le immagini alla pellicola.
E parlando di estate, ci sono romanzi che più di altri sanno di sabbia nelle scarpe, di pelle salata e pensieri che vanno alla deriva. Che odorano di alghe e iodio, che parlano di estati passate, padri e madri assenti, amori impossibili.
Libri in cui il mare non è solo acqua: è infanzia, promessa, desiderio, perdita.
MARE ABITATO, VISSUTO, AMATO…
Ecco i nostri libri intrisi di salsedine, in cui il mare non è solo mare
Ferito a morte – Raffaele La Capria
Napoli e il suo mare, un eden che è culla e prigione, filtrato da uno sguardo disilluso e lirico. Un libro incantato sul tempo perduto, sulla giovinezza come naufragio lento, dove il mare è struggente richiamo, attesa e disincanto.

L’isola di Arturo – Elsa Morante
Procida, l’adolescenza, il mistero della crescita e della solitudine di un ragazzino alle prese con una figura paterna inaccessibile come un dio greco e una madre che è solo un’idea. Mare come culla e confine, spazio di trasfigurazioni fantastiche e lancinanti scoperte. Uno dei romanzi di formazione estivi per eccellenza.

Acqua di mare – Charles Simmons
“Nell’estate del 1963 mi innamorai e mio padre annegò”. Ecco un’estate in cui tutto inizia e molte cose finiscono. Il mare è ovunque, protagonista e sfondo del triangolo tra un ragazzino, suo padre e una donna.

Agostino – Alberto Moravia
Un ragazzino in vacanza con la madre su una spiaggia “borghese”. Romanzo breve, quasi una coltellata. Il mare è lì, palcoscenico di un’educazione sentimentale brutale e precoce. Tra giochi d’acqua e sguardi rubati, Agostino perde l’innocenza, scoprendo la sensualità, la crudeltà e la solitudine.

Giorni selvaggi – William Finnegan
Surf, oceano, adolescenza e ribellione. Un libro cult che farà impazzire tutti i fan di Point Break e Un mercoledì da leoni. Il mare come droga, adrenalina, ma anche pace e redenzione.

Acque morte – W. Somerset Maugham
Questo, che di Maugham è il romanzo “perfetto”, è un canto lento e ipnotico come una febbre tropicale. Una storia di amore, fuga e morte, di acque calme e anime inquiete. Mare come silenzio e verità.

Cronache della famiglia Wapshot – John Cheever
St Botolphs, paesino di marinai sulle coste del New England, sede di piccoli drammi borghesi pennellati dalla penna sopraffina di Cheever. Una storia familiare comica e tragica, ambientata in un paese sognato così bene da sembrare vero. Un mare idealizzato, scrigno nostalgico di ciò che si è perso.

Corniche Kennedy – Maylis de Kerangal
Lungomare di Marsiglia. Un gruppo di ragazzi spericolati si lanciano dalla scogliera, sfidano sé stessi e la vita, si innamorano. Un romanzo intriso di luce e riverberi, accecante e breve come l’adolescenza. Mare come sfida, rito e libertà.

Tenera è la notte – F. Scott Fitzgerald
Costa Azzurra, giardini stiracchiati sul mare, notti scintillanti, e il fragore muto della decadenza interiore di un uomo e di un intero mondo. Un mare lirico, che è splendore e deriva: una poesia viva, cui Fitzgerald ha affidato la sua opera più struggente e ambiziosa.

Libri che odorano di salsedine, adolescenza, nostalgia.
E tu, hai mai letto uno di questi?
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