Pubblica con noi

Carrello

Accedi

Aiuto

Icona modal

Benvenuto!

Vuoi pubblicare il tuo libro? Siamo qui per questo! Accedi o registrati per portare a casa dei libri, far tuo il miglior editing sul mercato, acquisire la tua nuova super skill e tanto altro.

🔑 Login 📝 Registrati
  • Home
  • Servizi
  • Autori
  • Catalogo
  • Corsi
  • Bookroom
  • Blog
  • Chi siamo
Pubblica con noi

Siamo qui per aiutarti

Questa sezione serve per trovare le risposte alle domande più frequenti su L di Libro.

Nessun risultato. Prova con altre parole o contatta il supporto.

    • Servizi editoriali
    • Distribuzione e vendita
    • Account e registrazione
    • Pubblicazione e stampa
    Vedi tutte le domande

    Non hai trovato la risposta?

    Scrivi al nostro supporto: ti rispondiamo via email.

    Contatta il supporto
    Letture

    Letture di stagione

    24 Settembre 2025 Christian Soddu

    Ne siamo convinti: esistono i libri da clima caldo.
    Maugham, Greene e altri compagni di viaggio.
    La letteratura coloniale è il nostro romanzo dell’estate.

    L’estate è finita, ed è un peccato. Fino al prossimo anno, cala il sipario su un immaginario al quale noi lettori stagionali siamo molto affezionati.

    Chi sono i lettori stagionali?

    I lettori stagionali, che scelgono libri e autori a seconda del periodo dell’anno, per poi tornarci ciclicamente sopra sempre negli stessi mesi, in estate leggono Somerset Maugham. Leggono Graham Greene e certe cose di Simenon. Evelyn Waugh, Lawrence Osborne, Lawrence Durrell, qualcosa di E. Morgan Forster… qualcosa della Duras.

    Noi lettori stagionali nei mesi caldi frughiamo tra le pagine in cerca di esotismo. Non come chi sfoglia un catalogo di viaggi o fissa un poster che qualcuno ha già scarabocchiato eccetera. L’esotismo che cerchiamo è un ulteriore livello di senso, una stanza attigua al nostro cuore, una sonorità di vento e richiami mai ascoltata eppure già nota.
    La conosciamo, vibra in noi da tanto tempo. Da quando, ragazzini a caccia di libri, ci piacevano quelli di mare e pirati. Scorpacciate di Stevenson e Conrad e Daniel Defoe. Ancora oggi, è come seguire il vento, ma il paesaggio è mutato e quel vento ci conduce ormai altrove, lontano da tesori nascosti e tifoni, e verso disastri più esistenziali che marinari.

    L’esotismo che cerchiamo nei libri

    Lo scenario si addensa attorno a un bridge giocato nella hall dell’unico albergo di un avamposto coloniale britannico. Sifoni e seltz, letti con zanzariere e febbri da cavallo. Molto alcol e molto tabacco. Catini d’acqua tiepida e set da barba in stanze umide e silenziose. Lunghe porzioni di giorno da vivere segregati all’ombra dentro casa, o al bar di un circolo sgangherato. Il tracotante, fallimentare trapianto di pezzetti d’Occidente laddove l’infiorescenza carnale di fiori e corpi vince ogni divisa, ogni colletto rigido, ogni pretesa di contegno lineare.

    Caldo, isolamento e psiche: il cuore dei romanzi coloniali

    Il motore della vicenda è sempre uno, l’impatto che caldo e isolamento hanno su cuore e psiche di commercianti, marinai, ufficiali, piantatori di gomma, piccoli burocrati e preti e medici, tutti bruciacchiati e peccatori, tutti ubriaconi e finiti, chissà come e perché, laggiù.

    Eccola, la scenografia subliminale della nostra estate. Ci torniamo con la disposizione d’animo di sempre, credendoci anche senza crederci. Non importa. È l’immersione a restare vera, il fascino intatto… anzi, il mezzo passo indietro della consapevolezza ne aumenta l’ambiguità, lo straniamento: l’esserci e non esserci di Oscar Donadieu in Turista da banane di Simenon:

    Del resto, non era forse tutta una messinscena, e le ragazze non avevano lasciato abiti e scarpe in guardaroba per vestirsi di paglia multicolore? E i musicisti non erano quegli stessi uomini che poco prima guidavano i taxi e che più tardi si sarebbero tolte le corone di fiori per rimettersi il berretto bianco con la visiera?
    Tutto era vero e falso al tempo stesso, e veniva da domandarsi se la piroga a bilanciere che si vedeva sospesa a un raggio di luna fosse una vera piroga, portata da un pescatore, o una barca dipinta a trompe-l’oeil su un fondale di tela. E poteva sorgere perfino il dubbio di trovarsi in un locale notturno europeo ad ascoltare dischi di musica esotica.

    Smarrimento e amori disperati

    Riconosciamo comunque la danza personale che muove una certa schiatta di autori lungo il crinale sottilissimo della fuga e del distacco.
    Il passo di questa danza è stanco, lento, pesante più che cauto, perché la cautela esige presenza veglia ed energia, tutte cose perdute, in esistenze che queste storie colgono un attimo dopo, quando è ormai troppo tardi. Tardi per sperare, tardi per cambiare, per fare altro, per salvarsi.
    Ma non per amare. E per la disperazione che l’amore reca in dote.

    Ne sa qualcosa Thomas Fowler, il cronista impantanato a Saigon durante la guerra di Indocina protagonista dell’Americano tranquillo di Greene. Oppiomane non più giovane e non ancora vecchio, innamorato della bellissima Phuong – del suo corpo soltanto, della sua presenza fisica che toglie opportunità al vuoto («la voglio solo nel mio letto!», ripete esasperato). Ne sanno qualcosa tutti i personaggi al centro di libri in cui non c’è posto per il bianco e il nero, non ci sono certezze morali, nessuna risolutezza è possibile. Il luogo e il clima non lo permettono.

    Michael Caine in The Quiet American (2002)

    Tropici e dolce inerzia: perché torniamo sempre a Maugham, Greene e Simenon

    Forse, noi che leggiamo, inseguiamo proprio la scia di questa deresponsabilizzazione.
    Che terribile leggerezza! Lo svuotarsi di peso del futuro laddove il passato è un demone esorcizzato dall’alcol, o dalla droga, o dal cinismo, e il presente è solo una febbre di colori insostenibili che esplodono insieme alle emicranie e si disfano in un indistinto fulgore sotto il cielo delle sfrangiate periferie coloniali francesi o britanniche.

    Abbiamo negli occhi i colori di queste storie, come quelle raccolte ne La linea del deserto o come Colpo di luna o Turista da banane di George Simenon. Come Pioggia di Maugham, o La sacca dei libri e tutti gli altri suoi “racconti orientali” radunati in Honolulu. Come I commedianti, Il console onorario, Il nostro agente all’Avana o Il nocciolo della questione di Graham Greene; Java Road o Cacciatori di notte di Lawrence Osborne; come quelle del “quartetto alessandrino” di Lawrence Durrell.

    Più che romanzi e racconti, elegie dell’insonnia, canti della deriva, indagini al fondo di un naufragio che saprebbe di assoluta libertà se davvero l’assenza e la solitudine permettessero alle voci narranti o ai protagonisti di queste storie di percepirsi come altro che filtri attraverso cui l’esperienza passa e intasa tutto con le sue scorie.

    Sono proprio intasati, questi personaggi. Pesanti, stracchi, malati, sfilacciati. Quello che hanno cercato nel loro viaggio al termine del mondo non lo sanno più. Hanno mogli che li odiano e amanti rassegnate. Sono spesso vittime di vendette crudeli (come il missionario di Pioggia), o di rimorsi autodistruttivi (il Mackintosh dell’eponimo racconto di Maugham – ancora lui), o di dolorose erosioni del cuore (quanta, quanta poesia per la Justine di Lawrence Durrell: «Se qui ci sono delle vele, muoiono prima che la terra le adombri. Relitto trascinato dal mare su frontoni d’isole, l’ultima crosta, erosa dal maltempo, conficcata nelle fauci azzurre dell’acqua… sparita!». E vien da pensare che stia parlando della sua anima, del suo destino).

    Il senso ultimo

    Poco ci importa sapere che in origine fu Conrad. Perché cosa cerchiamo, in fondo, in queste storie?
    Nessuna tenebra e nessun cuore, ma la dolcezza dell’inerzia.
    Nessuna linea d’ombra, bensì la nostra linea di galleggiamento sulle fatiche del vivere pensando, sognando, desiderando; un’attitudine, una postura esistenziale che riempia di senso quella sfiducia e spossatezza che talvolta ci prende, nel mezzo dell’estate, quando si ha il lusso di non dover reagire per forza subito, la giornata è lunga e il caldo ottunde i sensi, e poi tanto abbiamo Greene, abbiamo Waugh e Somerset Maugham. Abbiamo acquerellisti della fiacca e dell’altrove nelle cui pagine alla fine lo troviamo, l’unico senso da dare a quelle ore tremule e confuse, dietro le tapparelle crivellate di sole. L’unico che valga la pena. L’unico senso della letteratura. Quello di dirti «coraggio, non sei solo».

    Direttore editoriale

    Christian Soddu

    Direttore editoriale

    Letture di stagione

    • Ne siamo convinti: esistono i libri da clima caldo. Maugham, Greene e altri compagni di viaggio. La letteratura coloniale è il nostro romanzo dell’estate.
      • Chi sono i lettori stagionali?
      • L’esotismo che cerchiamo nei libri
      • Caldo, isolamento e psiche: il cuore dei romanzi coloniali
      • Smarrimento e amori disperati
      • Tropici e dolce inerzia: perché torniamo sempre a Maugham, Greene e Simenon
    • Il senso ultimo


    Leggi altro

    Ultimi articoli

    Anniversari

    Una cuccia accanto alla scrivania: scrittori famosi e i loro cani

    Da Lord Byron a John Steinbeck, sei storie in cui la fedeltà entra nella letteratura — e qualche volta ne cambia perfino il punto di vista. Una stanza tutta per sé, certo. Ma, per molti scrittori, anche una cuccia accanto alla scrivania. Nell’immaginario comune il gatto sembra l’animale letterario per eccellenza: silenzioso, enigmatico, capace di […]

    📖 Leggi di più
    Letture

    Libri che sanno di salsedine

    Non tutti i mari si navigano. Alcuni si leggono. Questi sono i libri che per noi sanno di sale, di sole, e di quelle estati che non passano mai davvero. C’è una strana specie di lettori, che ci piace chiamare “lettori stagionali”. Sono quelli che, istintivamente, abbinano le loro letture alle suggestioni di una data […]

    📖 Leggi di più
    Incontri

    “Un treno, un libro, un tè” riparte: con LdiLibro le storie viaggiano

    Dal 17 luglio, ogni venerdì alle 21:20 su TV9 Telemaremma, due rubriche firmate LdiLibro Ogni libro comincia molto prima di arrivare in libreria. E ogni personaggio che attraversa il tempo è stato, un giorno, soltanto un’intuizione sulla pagina. È da qui che prendono forma le nuove rubriche di LdiLibro. Da venerdì 17 luglio torna su […]

    📖 Leggi di più
    Storie

    Whisky, gin e pagine memorabili: gli scrittori e l’alcol

    Il rapporto tormentato tra dipendenza e creatività nelle vite dei grandi autori del Novecento Era una di quelle domeniche di mezza estate in cui tutti se ne stanno seduti e continuano a ripetere: “Ho bevuto troppo ieri sera”. Così inizia Il nuotatore di John Cheever. Di questo racconto, uno dei più belli del Novecento, Olivia […]

    📖 Leggi di più
    Storie

    10 curiosità su Hollywood: segreti e retroscena imperdibili

    Oggi abbiamo le grandi piattaforme per abbonati, che producono direttamente film e altri contenuti, mentre sul set le scene si girano in digitale e la cara vecchia pellicola è quasi del tutto scomparsa. C’è una cosa, però, che nel corso dei decenni, al cinema, non è mai cambiata. I grandi attori protagonisti, quelli che ancora […]

    📖 Leggi di più
    Letture

    IL RIPESCAGGIO EDITORIALE

    La riscoperta di classici e il recupero di libri e autori: il recente successo di romanzi dimenticati è un interessante fenomeno dell’editoria Nel vasto universo editoriale c’è un gesto, qualcosa di più e di meno di una strategia, che consente di risuscitare i morti. Parliamo del ripescaggio. Cosa significa “ripescaggio editoriale”? Il ripescaggio editoriale è […]

    📖 Leggi di più

    Commenti

    Vuoi commentare o aggiungere una reaction? Fai login!

    Non smettere di esplorare

    Un mare di

    E in più servizi editoriali di prima fascia che ti aspettano.

    Torna allo store →

    Iscriviti alla newsletter

    Consigli, aggiornamenti, tutto ciò che  ti occorre per orientarti nella mappa dell’editoria che cambia.

    Iscriviti alla nostra newsletter per essere il primo a scoprire le novità sui nostri libri, servizi e offerte.

    📨 Invio in corso Questa pagina è protetta da reCAPTCHA.
    Si applicano la Privacy Policy e i Termini di servizio di Google.
    Usiamo i cookie per migliorare la tua esperienza su LdiLibro. Scopri di più

    Garage della Parola S.r.l.
    P.IVA e C.F. IT01777350628
    garagedellaparola@legalmail.it
    info@elledilibro.it

    Sede legale:
    Via Ennio Goduti, 50
    82100 – Benevento

     

    pon

    • Privacy Policy
    • Faq
    • Codice etico
    • Condizioni contrattuali
    • Contatti
    Pubblica con noi
    Online

    Powered by L di Libro

    Contatta il supporto
    Scegli il formato

      Vedi tutti i dettagli